Introduzione all'Omeopatia© - I Principi Fondamentali
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Introduzione all'Omeopatia© - I Principi Fondamentali

23/08/2014
Dr. Carlo Cenerelli
INTRODUZIONE

CAPITOLO 2.

Analizziamo alcuni dei Principi Fondamentali dell'Omeopatia

SIMILITUDINE
IDENTITA' MORBOSA
DILUIZIONE
DINAMIZZAZIONE

Primi fra tutti sono quelli di identità morbosa e di similitudine.
Si intende con Identità Morbosa il fatto che ogni malattia, pur condividendo con altri pazienti sintomi comuni, che sono quelli che ne permettono la diagnosi - parlo ad es. del morbillo, del colon irritabile, qualsiasi malattia - tuttavia presenta caratteristiche proprie che fanno sì che quel morbillo o quella colite appartenga a quel paziente.

Il secondo - fondamentale passo - é quello di individuare una Similitudine tra la sintomatologia del paziente e le caratteristiche del rimedio sperimentato sulla persona sana. Quest'ultima rappresenta idealmente un foglio bianco su cui la sostanza in esame, rompendone l'equilibrio per l'insistenza della somministrazione scrive la propria personalità. La procedura con cui si conduce lo studio sulla persona sana si chiama proving.

Altro principio fondamentale è la Diluizione - la ricerca della dose più piccola ancora capace di indurre un proving nello sperimentatore, e capace di agire in maniera terapeutica. La diluizione può essere Decimale (una parte su dieci), Centesimale (una parte su cento), LM. Quest'ultima introdotta da Hahnemann nell'ultima edizione dell'Organon, la sesta, è piuttosto complessa e viene descritta nel paragrafo 270.

Il contenitore, che può essere in vetro o plastica, porta oltre al nome del rimedio, un numero (ad es. 5 - 9 -30) seguito dalle lettere D se decimale oppure CH se centesimale ad indicare quante volte il rimedio è stato diluito.
Esistono anche altre tecniche di diluizione (Korsakoviana, a Flusso Continuo ...) la cui descrizione risulterebbe laboriosa in questo contesto.

Infine la Dinamizzazione. E' l'energica succussione del flacone contenente il rimedio che viene eseguita ad ogni successivo passaggio (su un libro, un'agenda. Hahnemann lo faceva su un voluminoso libro di cuoio).
In assenza di questa il rimedio in preparazione non riceve l'informazione e rimane inerte. E' un passaggio indispensabile anche se il meccanismo d'azione non è ancora ben conosciuto. Si è invocato per questo la cosiddetta memoria dell'acqua di Benveniste e gli esperimenti del giapponese Masaru Emoto.
Più studiosi si sono dedicati alla ricerca di una soluzione. Un'ipotesi ormai accettata è che ogni rimedio induce nel solvente (in genere acqua, con una bassa percentuale di alcool) degli aggregati di molecole, caratteristici per ogni rimedio che trasmettono al solvente la loro struttura ad ogni successiva diluizione, a condizione che venga eseguita la suddetta dinamizzazione.



A cura di Carlo Cenerelli
Medico Chirurgo, Omeopata dal 1968.

Il testo è depositato presso la S.I.A.E. e protetto da Copyright©2014

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