Introduzione all'omeopatia© - Studio del paziente, parte 2
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Introduzione all'omeopatia© - Studio del paziente, parte 2

13/10/2014
Dr. Carlo Cenerelli
INTRODUZIONE

CAPITOLO 6.

Una fonte importante di notizie, quando la si può raccogliere, è la biopatografia. Con questa si intende una indagine cronologica. Si indaga dal più lontano possibile nella vita del paziente circa tutte le malattie sofferte, e non solo queste, ma chiedendo anche dei fatti significativi di cui la persona ha memoria, scrivendo come si sono succeduti gli eventi, gli episodi morbosi, raccogliendo informazioni sulle loro caratteristiche, la maniera in cui essi hanno evoluto e i farmaci che sono stati assunti, con tutte le precisazioni possibili.

Questo è un percorso straordinariamente importante da conoscere, perché nel processo di guarigione non è infrequente, nel paziente, il ripercorrere a ritroso la storia degli eventi, risvegliando e concludendo episodi che erano rimasti non risolti e divenuti causa di malattie successive, apparentemente anche non in relazione tra loro.

Questo fenomeno fa parte di quella che si chiama "Legge di Hering." detta anche "legge di guarigione".
Dice che le malattie (bisognerebbe dire i malati) guariscono "dall'alto in basso, dall'interno verso l'esterno e rivivendo le malattie nell'ordine inverso della loro comparsa".

E' utile (guardate come era pignolo e prudente Hahnemann) raccogliere su una riga per volta i sintomi, per poter successivamente inserire le modalità. Un esempio di queste è la lateralità. Ci sono persone che sviluppano la maggior parte dei loro sintomi da un lato o dall'altro del corpo. O semplicemente quel tipo di cefalea viene sempre da quel lato.
Altra modalità è l'orario. Il paziente riferisce che qualunque sia il suo problema, si manifeste sempre alle ... farsi qui specificare l'ora!

A costo di essere noioso, insisto nel dire che non curiamo la cefalea o la vertigine, ma la cefalea, la vertigine di QUEL paziente e questi sono i sintomi che mi parlano di QUEL PAZIENTE!

Le modalità del dolore le troviamo descritte nel repertorio di Kent (sono solito dire che questo si presenta come un libro, ma in realtà è uno strumento e di questo dirò ancora). Nel repertorio di Kent sono descritti 148 tipi diversi di dolore; vediamone quindi la localizzazione, la direzione, la superficie di estensione, il loro alternarsi con altri dolori o sintomi, o la loro concomitanza ("..ogni volta che mi viene questo mi viene anche quello o viceversa").

Un celebre omeopata diceva che i sintomi sono come il paziente. Devono essere ... vivi! Se il paziente è morto non lo si cura!! E così i sintomi. Devono essere vivi, devono parlare del paziente.



A cura di Carlo Cenerelli
Medico Chirurgo, Omeopata dal 1968.

Il testo è depositato presso la S.I.A.E. e protetto da Copyright©2014

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