Introduzione all'omeopatia© - Le 4 terapie dell'Omeopatia
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Introduzione all'omeopatia© - Le 4 terapie dell'Omeopatia

19/01/2015
Dr. Carlo Cenerelli
INTRODUZIONE

CAPITOLO 10.

Nei capitoli finora trattati abbiamo visto come non sia stato necessario un vero intervento dall'esterno con l'impiego di farmaci - convenzionali o non - o altre misure necessarie (interventi chirurgici, protesi o altro).
L'organismo, fondamentalmente sano, ha potuto risolvere con i propri mezzi di autodifesa.
Diversa è la situazione quando questi non hanno avuto successo, o per eccessiva violenza della malattia o per maggior fragilità dell'individuo.
Occorre allora un intervento farmacologico.
Occorre la messa in atto di una terapia.
Grossolanamente questa può essere:

  • Eziologica;
  • Sostitutiva;
  • Palliativa;
  • Curativa.

Vediamole.

  • Eziologica: si intende qui verificare se ci siano in atto situazioni che sostengono la malattia, lo squilibrio, e se queste sono possono essere allontanate. Sono un esempio disagi sul lavoro (non sempre sanabili), o famigliari, o fisici o quant'altro. Si va dal mobbing alla convivenza con un personaggio difficile, a una cattiva abitudine posturale.
    (Un esempio è la classica spina di riccio nel piede: va tolta!)
    In circostanze come queste - se non sanabili - è allora possibile esercitare una terapia che può essere:
  • Palliativa: atta a permettere una sufficiente sopportazione del disagio e delle sue conseguenze. Pensiamo alla necessità di ricorrere a modulatori dell'umore, ai farmaci induttori del sonno. Prendiamo in considerazione anche questo caso terapie di appoggio ai farmaci convenzionali. Mi riferisco ad esempio alle grandi patologie irreversibili: Tumori, Morbo di Parkinson, Alzheimer, SLA, Sclerosi Multipla. L'associazione di rimedi omeopatici non è mai controindicata, ma rappresenta un favorevole supporto a patto che vengano rispettate le regole della stessa: scelta del rimedio sui sintomi soggettivi e sulla totalità della storia del paziente.
  • Sostitutiva: ricorriamo a questa in tutte le circostanze che richiedono un supporto diciamo così esterno; dalla necessità di una protesi a una terapia ormonale sostitutiva, come l'impiego di estratti tiroidei in pazienti che hanno subito l'asportazione della tiroide e altre situazioni simili.
  • Soppressiva: indispensabile in condizioni di estrema urgenza, come ad es. nello shock anafilattico, una crisi di asma o altro dove è in gioco addirittura la vita. Lo sstesso anche in situazioni meno drammatiche dove però deve essere interrotto un circuito pericoloso. Subito dopo riprendere in esame il quadro e intervenire con adeguata terapia.

La terapia ideale, tuttavia - quando le circostanze lo consentono - è quella di riportare a uno stato di completa autosufficienza il malato, liberandolo anche dalla necessità di ricorrere a farmaci, come recita il primo § dell'Organon (La più alta e unica missione del medico è riportare il malato in salute. E cioè guarirlo).
E' la terapia curativa, intesa come finalizzata a GUARIRE.

In realtà c'è differenza tra curare e guarire.
Possiamo dire di aver curato un'otite, una flebite, una cistite, ma se ci sono delle ricadute o il paziente si ammala ancora, magari di altra malattia, significa che ha risolto l'episodio, ma non è realmente guarito.

Abbiamo curato la malattia, non il malato.



A cura di Carlo Cenerelli
Medico Chirurgo, Omeopata dal 1968.

Il testo è depositato presso la S.I.A.E. e protetto da Copyright©2014

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