Dr. Carlo Cenerelli - Omeopata a Milano
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LA PRIMA VISITA


Perchè è importante.

Il primo paragrafo dell'Organon recita "Scopo principale e unico del medico è di rendere sani i malati, ossia, come si dice, guarirli".

Si dice che chi bene comincia è a metà dell'opera. Verissimo anche nel nostro caso.

Io intendo il primo incontro con il paziente come l'inizio di un viaggio in uno spazio ancora sconosciuto dove, con l'aiuto dello stesso, ci si prefigge una meta: la soluzione di un problema.
E se questo riguarda la salute, l'impegno deve essere massimo e vanno usati tutti gli strumenti a disposizione.

Possiamo fare il paragone con una caccia al tesoro o immaginare l'impegno di un esperto investigatore che cerca il colpevole.
Il paziente che si rivolge all'omeopata il più spesso chiede a questi la presa in esame di una malattia e l'aiuto per la cura.

Ma rileggiamo il primo paragrafo dell'Organon: "Il primo e unico dovere del medico è rendere sani i malati ....", non solo guarire le malattie !!!
E sì, perché se si ammala un organo, sia esso fegato o altro, in realtà è tutta la persona che si ammala, e il fegato guarisce se guarisce il ... proprietario.

E allora di questo proprietario bisogna conoscere ... tutto.

Incomincia quindi l'anamnesi sistematica.

Le direttive di questa sono esposte a partire dal paragrafo 83 dell' "Organon dell'Arte di guarire" di Samuele Hahnemann. Questo testo, insieme con la parte introduttiva delle "Malattie Croniche", espone la dottrina dell'Omeopatia che, nelle sue linee essenziali, rimane più che mai attuale.

Lascio a coloro che vogliono approfondire nel dettaglio i vari passaggi, che sono di interesse soprattutto per gli operatori, siano essi medici, farmacisti, produttori dei rimedi, ed espongo qui i punti su cui Hahnemann si sofferma. Egli sottolinea subito che il percorso di indagine è diretto a "ogni singolo caso", richiamando quindi il concetto di IDENTITA' MORBOSA. E questa indagine deve essere condotta "con mente libera da ogni pregiudizio", e con capacità di cogliere attraverso i comuni sensi (udito,vista, ...) i segnali che arrivano dal paziente. Ad esempio una voce sicura o esitante ..., uno sguardo timoroso o diffidente ...., e altri segnali che è possibile raccogliere con l'osservazione. (Alcuni dicono che i medici omeopatici non visitano i propri pazienti. In genere lo fanno. Non necessariamente se si tratta di casi di ansia o depressione. Ricordo un paziente molto, ma molto obeso che mi pose come condizione di non essere visitato, non essere spogliato. Accettai e riuscii comunque ad aiutarlo. Il suo problema richiedeva indagini di altra natura).

E' importante non interrompere il paziente durante la sua esposizione, a meno che non stia inutilmente divagando, e raccogliere tutte le informazioni utili sulle malattie trascorse, chiedendo di esse le modalità, non solo quelle banali, ma ad esempio il tipo di dolore, le circostanze di apparizione, gli aggravamenti e i peggioramenti e stilare poi la cronologia degli eventi. Questo sarà utile più tardi per valutare la buona o non buona evoluzione del caso.

L'attenzione del medico sarà sempre concentrata a cogliere quel particolare, nelle modalità dei sintomi, atto a distinguerlo e suggerire, tra i rimedi a disposizione, quello che ha le stesse caratteristiche. Il simillimum.
Diluizione, tempi e modi per la prescrizione: questi sono valutati sempre sulla natura del problema e la soggettività del paziente.


Un accenno alla seconda visita.

Questa spesso è più importante della prima.
Consideriamo che durante la prima consultazione il paziente stesso ha preso coscienza di elementi che hanno contribuito alla comparsa della sua malattia, e ha raffinato la capacità di esaminarne le modalità.
Ovviamente poi si valuta se e come il rimedio abbia agito. Tutto questo porta a una seconda prescrizione che sarà a sua volta condizionante per come proseguire negli incontri successivi.

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